REGIONE TOSCANA

ASSESSORATO CULTURA

   

Laboratorio di Linguistica Giudiziaria – LaLiGi

Dipartimento di Linguistica

Università degli Studi di Firenze

13 gennaio 2006

Villa Montalto, via del Salviatino 6, 50137 - Firenze

 Incontro di studi

Dalla Legge alla Legalità: un percorso fatto anche di Parole

 

In collaborazione con: Giscel-Toscana

Informazioni e prenotazione on-line entro il 9 gennaio 2006 all’indirizzo web:

http://www.regione.toscana.it/cld/

Segreteria organizzativa: URP della Giunta Regionale – numero verde  800.860.070

Diretta streeming dal sito della Regione Toscana:

http://web.rete.toscana.it/multimedia/

Per gli Insegnanti è previsto l’esonero dall’insegnamento

Dalla Legge alla Legalità: un percorso fatto anche di Parole

 9,30     Saluti delle Autorità

MARIELLA ZOPPI  (Assessore alla Cultura della Regione Toscana)

FRANCA PECCHIOLI DADDI (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia)

Elda Padalino (Segretaria del Giscel-Toscana)

 10,00   Introduce e coordina

LEONARDO MARIA SAVOIA (Direttore del Dipartimento di Linguistica dell’Università di Firenze e Presidente della Società di Linguistica Italiana)

 10,30   MARIELLA ZOPPI (Assessore alla Cultura della Regione Toscana)

La Regione Toscana per la Legalità

 11,00   Pausa caffè

 11,30   TULLIO DE MAURO (Università di Roma)

La Legge è uguale per tutti?

 12,30   Dibattito

13,00   Pausa pranzo

14,30   SILVANA FERRERI  (Università di Viterbo) e Patrizia bellucci (Università di Firenze - LaLiGi)

Lingua, Legalità, Democrazia

15,15   Pausa caffè

15,30   MASSIMO RUSSO (Magistrato della D.D.A. di Palermo, Presidente della Fondazione Progetto Legalità)

Dalle aule di Giustizia alle aule di Scuola: il Progetto Legalità dei magistrati di Palermo

 16,15   Dibattito

 16,45   Conclusioni

MARIELLA ZOPPI  (Assessore alla Cultura della Regione Toscana)

Dalla Legge alla Legalità: un percorso fatto anche di Parole

La Legge è fatta di parole, che regolano il nostro ‘stare insieme’.

La Giustizia è l’attuazione di quelle parole.

La Legalità è l’indice del loro rispetto da parte degli Uomini.

La Democrazia fa sì che il loro significato e la loro applicazione siano uguali per tutti i Cittadini.

Giustizia, Legalità, Democrazia sono parole alte e dense, che – quando non sono solo parole vane o slogan – si concretizzano anche attraverso complessi itinerari linguistici.

La Giustizia si sostanzia di parole, testi e discorsi. Non soltanto le leggi, ma anche i processi sono fatti anzitutto di lingua: detta, scritta, sintetizzata, intercettata e trascritta.

La Legalità è fatta di principi e comportamenti, ma implica anche – strutturalmente – accesso alle conoscenze di diritti e doveri.

La Democrazia – per non ridursi a parola vuota – richiede, ancora una volta, competenze alte e generalizzate.

Dov’è che il cittadino si in-forma per approdare al giudizio consapevole?

La domanda riporta la nostra attenzione alla Scuola – come sede propria della formazione – e ai Mezzi di comunicazione di massa (orali e scritti), in quanto luoghi dell’informazione e della rappresentazione della Giustizia.

Gli Enti pubblici – ai vari livelli – hanno la responsabilità politica di rimuovere, anche in questi ambiti, tutto ciò che limita di fatto l’eguaglianza dei cittadini (Art. 3 della nostra Costituzione).

In tutti questi sensi, diventa fondamentale la promozione capillare di percorsi multipli di alfabetizzazione linguistico-giudiziaria, in vista di un innalzamento e di una redistribuzione delle competenze necessarie ad avvicinare l’Istituzione Giustizia e il Cittadino, in nome del quale essa stessa opera.

L’incontro di studio si rivolge a magistrati e avvocati, insegnanti e studenti, giornalisti, rappresentanti istituzionali, cittadine e cittadini, per inanellare e unire, anche linguisticamente, Giustizia, Legalità, Democrazia.