Lettera del segretario nazionale  (maggio 2007)

Care amiche e cari amici,

         nell’assemblea di Vercelli del settembre 2006 si decise di promuovere seminari di formazione degli insegnanti interregionali e semiresidenziali. Intendevamo riprendere l’iniziativa sul terreno più congeniale a noi, nel momento in cui le attività in collaborazione con organi istituzionali si riducevano a quelle “in linea” (importanti, ma insufficienti); intendevamo anche cercare per questa via un contatto più esteso con le nuove leve di insegnanti, per affrontare il problema del ricambio generazionale al nostro interno. Sapevamo di sfidare una situazione tutt’altro che favorevole: si aveva la percezione di un calo di tensione, di un disinteresse crescente per la formazione in una categoria frustrata da troppe delusioni.

         Oggi possiamo dire che la scommessa è stata vinta. I due seminari di Montegrotto Terme (Ma come parli?, 1-2 marzo) e di Amantea (Competenze linguistiche e apprendimento, 19-20 aprile) sono stati due successi: iscrizioni esaurite prima della scadenza, buona presenza di colleghi giovani, piena soddisfazione dei partecipanti (i quali oltre tutto si sono accollati quasi integralmente le spese di viaggio e soggiorno, mentre il GISCEL ha provveduto al resto). Il merito va innanzitutto agli amici del GISCEL Veneto e del GISCEL Calabria che hanno realizzato ottimi programmi e ottima organizzazione. Grazie al loro lavoro possiamo oggi dire, al di là del pessimismo che ogni tanto ci prende, che c’è ancora tanto spazio aperto alla nostra iniziativa. Lo conferma il successo di iniziative dei gruppi regionali, a partire dall’incontro “Educazione linguistica e Rodari” (Palermo, 4 maggio, a conclusione di un semestre di iniziative), che ha visto una straordinaria presenza di pubblico, per continuare con gli incontri pubblici tenuti a Napoli (ottobre), Firenze (febbraio), Lecce e Bologna (marzo), Cagliari (da novembre a maggio), e mi scuso se ne dimentico qualcuno.

         Nel momento in cui scrivo (31 maggio) si intravede anche qualche possibilità di una ripresa di attività in convenzione col Ministero della pubblica istruzione (abbiamo un protocollo d’intesa che da qualche anno giace inerte); ma sono prospettive ancora troppo vaghe per parlarne. Procede, seppure con qualche fatica, il progetto “Poseidon” di formazione a distanza attraverso l’INDIRE (o come diavolo si chiamerà adesso); il progetto potrebbe diventare particolarmente interessante se si realizzeranno le ipotesi di formazione “mista” su base regionale, con la creazione di centri territoriali di supporto alla formazione permanente. Inshallah.

         Sul piano della politica scolastica, sei mesi fa esprimevo un cauto ottimismo; dopo questi mesi di verifica nei fatti credo che un cauto pessimismo sia più adeguato. Il “tavolo di consultazione permanente” tra il Ministero e le associazioni disciplinari raccolte nel Forum è stato promesso ma non è partito, anche se in questi ultimi giorni si intravede una nuova prospettiva. La revisione delle “Indicazioni nazionali” per i curricoli della scuola di base e l’attuazione del biennio di nuovo obbligo scolastico suscitano non poche perplessità: sul piano del metodo si è proceduto in modo confuso e opaco (solo negli ultimi giorni appare qualche segno dell’intenzione di rendere un po’ meno oscure le procedure); sul piano della sostanza, pare che le verbose dichiarazioni di principio interessino più che le scelte di effettivo orientamento dei curricoli, suggerite da reali competenze didattiche. L’oscurità è anche maggiore (per quanto ne so) sul terreno della formazione iniziale degli insegnanti: in un momento in cui si prevede un massiccio ricambio generazionale della categoria, non sappiamo a maggio quale sistema di formazione partirà a ottobre. Alcune iniziative sensate, come la chiusura delle graduatorie permanenti dei precari e il restauro parziale dell’esame di stato, non bastano, a mio parere, per guardare con fiducia alla politica scolastica di questo ministero.

         Di tutto questo avremo modo di discutere nell’assemblea convocata a Roma per il 16 giugno; il successivo Congresso della SLI (Pescara, 27-29 settembre) ci darà l’occasione per un’altra assemblea. Abbiamo bisogno di parlarci spesso, per quanto è possibile.

         Il 16 giugno, come sapete, è anche la data per il “seminario intermedio” in preparazione del XV Convegno nazionale, che si terrà a Milano dal 6 all’8 marzo 2008 sul tema Misurazione e valutazione delle competenze linguistiche. Ipotesi ed esperienze. Le relazioni a invito sono ormai definite, l’organizzazione procede grazie la lavoro di Edoardo Lugarini e degli amici del GISCEL Lombardia. Spero che i contributi dei gruppi e dei soci siano all’altezza della nostra tradizione per quantità e qualità.

         Su tutte queste attività potrete avere informazioni continuamente aggiornate sul nostro sito www.giscel.org, che si è arricchito progressivamente grazie al lavoro di Maria Maggio, e nell’ultimo periodo alla collaborazione di Simonetta Rossi. Oggi il sito contiene non solo informazioni ufficiali, documenti e programmi, ma notizie e commenti, opinioni, i primi materiali di formazione, discussioni aperte. Stiamo cercando insomma di rispondere alle esigenze che si manifestarono in un fitto scambio di corrispondenza telematica nello scorso novembre. Il sito è visitato tra mille e duemila volte al mese, dunque è diventato lo strumento principale di comunicazione con insegnanti, “sissini”, laureandi, studiosi. Eppure pare che sia ancora poco noto e poco usato tra i soci. È tempo che tutti ci rendiamo conto di questa possibilità di informarci, informare, discutere.

         Venendo alla collana delle pubblicazioni, non posso purtroppo annunciarvi una nuova uscita nell’ultimo semestre. Il volume Educazione linguistica democratica. A trent’anni dalla Dieci tesi, che insieme alle relazioni della Giornata del 18 aprile 2005 raccoglie molte altre cose interessanti, è annunciato per giugno. La responsabilità di questo ultimo ritardo non sta dalla nostra parte. Dovremo presto discutere approfonditamente le difficoltà che stiamo incontrando in questo settore della nostra attività, che un tempo era il più fiorente.

         Intanto, buon lavoro a tutte e a tutti.

 Adriano Colombo