Lettera del segretario nazionale (maggio 2006)
Care amiche e cari amici,
vi scrivo nel momento di un passaggio politico delicato (15 maggio), quando è impossibile fare previsioni su chi sarà il nuovo ministro dell’Istruzione; tanto meno sulla futura politica scolastica, di cui nessuno parla. Abbiamo in proposito una sola certezza: il tema non interessa un fico ai nostri politici, né del resto alla cosiddetta società civile (basta guardare a come i giornali parlano di scuola, nei rari casi in cui se ne ricordano).
Questo non diminuisce il nostro impegno e le nostre responsabilità. Presto saremo chiamati a pronunciarci su scelte importanti, e questo esigerà di avere canali efficaci e rapidi di discussione tra noi. Per parte mia, vi anticipo alcune opinioni personali, in parte già confortate dall’assemblea:
- la “riforma Moratti” è da abrogare (questo punto lo abbiamo votato), qualsiasi tentativo di rimediare parzialmente o dall’interno ai suoi effetti peggiori creerebbe solo ulteriore confusione normativa e stress per le scuole;
- la scuola ha bisogno di un momento di raccoglimento, di ritrovare le sue ragioni di fondo; l’esperienza ha dimostrato che le grandi riforme organiche in questo paese sono impossibili;
- ma anche per questo c’è molto da fare; per esempio, ci sono da riscrivere gli “obiettivi specifici di apprendimento” (che in sé non sono un’invenzione recente, sono voluti da una legge del 1999); c’è da ripensare (o mantenere) le strutture per la formazione iniziale degli insegnanti; e tali questioni richiederanno il contributo delle nostre competenze specifiche.
La prossima assemblea che terremo a Vercelli in occasione del Congresso nazionale SLI potrà essere un momento di discussione su queste questioni.
Si è chiuso da poco il nostro XIV Convegno nazionale di Siena, 6-8 aprile, con un notevole successo di pubblico presente e di qualità scientifica dei contributi. Rinnovo qui il ringraziamento al Comitato Scientifico e al gruppo organizzatore condotto da Massimo Vedovelli e da Monica Barni. È già al lavoro il Comitato Scientifico per il XV Convegno nazionale, che si terrà in Lombardia (quasi sicuramente a Pavia) nel 2008. Il tema che è stato scelto a Siena, Descrizione, misurazione, valutazione delle competenze linguistiche, è relativamente nuovo per la nostra tradizione di studi, e potrà aiutarci a mettere sempre meglio a fuoco un’idea complessiva di curricolo. Non si tratta, ovviamente, di fare del tecnicismo docimologico, ma di assumere un punto di vista strategico da cui guardare a tutto il processo dell’educazione linguistica.
Nel campo delle pubblicazioni, stiamo recuperando alcuni ritardi accumulati nel periodo del difficile cambio di casa editrice. È uscito il volume Questioni linguistiche e formazione degli insegnanti, a cura di Domenico Russo, e stanno per uscire due volumi ricavati dal Convegno nazionale di Lecce, 2004. Con questo la distanza tra un evento e la pubblicazione dei risultati si è accorciata a due anni; il prossimo obiettivo sarà tornare a un solo anno, come ai vecchi tempi (purtroppo questo non accadrà ancora per il volume sul trentennale delle Dieci Tesi). Ricordo ancora una volta che è necessario il massimo impegno di tutta l’associazione in tutte le sedi, molto più che in passato, per assicurare almeno il minimo indispensabile di diffusione alle nostre pubblicazioni. Sono sempre disponibili copie delle schede-catalogo delle nostre collane, da diffondere in ogni occasione utile.
Quanto al nostro radicamento territoriale, è inutile negare che in alcune sedi stiamo vivendo qualche momento di difficoltà. Intanto però stanno nascendo nuovi gruppi regionali. Quando leggerete queste righe, si sarà già tenuta a Trento una Giornata di studio che prelude alla costituzione del gruppo trentino; il 7 settembre qualcosa di analogo succederà a Campobasso per il Molise; contatti sono avviati in altre sedi.
Ci sono insomma le premesse per acquisire quella maggiore consistenza organizzativa che dia più autorevolezza alle nostre tesi. Al volgere di questo anno ripeteremo una verifica generale del numero e della regolarità dei nostri iscritti, e speriamo di poter constatare che il GISCEL è anche formalmente in buona salute, pronto a far fronte ai suoi compiti in questo complicato e difficile paese.
Buon lavoro a tutte e a tutti.
Adriano Colombo