Lettera del segretario nazionale  (ottobre 2005)

Care amiche e cari amici,

            sulla qualificazione ottenuta dal GISCEL presso il MIUR come “soggetto di formazione” già siete informati e ci siamo reciprocamente congratulati. Questo nuovo strumento giuridico ci dovrebbe incoraggiare a estendere le attività di formazione rivolte a tutti gli insegnanti: un modo per diffondere le nostre idee, avvicinare nuovi colleghi e allargare la base di reclutamento dei soci. Le assemblee di Roma (giugno) e di Milano (settembre) hanno elaborato in proposito indicazioni preziose, sulle quali si sta cominciando a lavorare nel momento in cui scrivo (ottobre). Quando leggerete questo bollettino, spero che si sarà già tenuto il Seminario nazionale sulle attività di formazione deciso a Milano, momento essenziale per il confronto di esperienze e il lancio di nuove iniziative.

Un’attività formativa che finora ha impegnato solo alcuni di noi, ma ora può mobilitare energie al nostro interno e allargare i contatti all’esterno, è “Poseidon”, progetto di formazione integrata (in linea e in presenza) in convenzione col MIUR, sul quale avete avuto informazioni di recente.

Le due assemblee hanno dato un’altra indicazione: l’invito ai gruppi regionali a impegnare una parte delle loro energie, per il corrente anno sociale, su un tema comune: la valutazione nazionale (o “esterna”, o “di sistema”), riferita all’educazione linguistica, tema che sta sollevando interesse e preoccupazione nelle scuole in seguito alle discusse e discutibili iniziative dell’INVALSI. Mi risulta che più di un gruppo regionale si sta muovendo in questo senso. È necessario, perché il GISCEL ha bisogno di attrezzarsi di riflessioni, discussioni e idee condivise sull’attualità della politica scolastica e linguistica. In questi giorni il Consiglio dei ministri ha varato gli ultimi decreti attuativi della riforma Moratti. Non sappiamo se questa roba avrà attuazione effettiva (e in molti non lo auspichiamo), ma è certo che il dibattito sulla struttura e i contenuti del sistema di istruzione (e formazione?) dovrà riaprirsi tra breve. In questo dibattito tocca a noi non solo ribadire i princìpi dell’educazione linguistica democratica, ma indicare in quale architettura generale del sistema possano essere meglio perseguiti.

Nel frattempo fervono i preparativi per il prossimo Convegno nazionale di Siena. Il Comitato scientifico si è riunito a Milano e ha operato difficili scelte fra le oltre cinquanta proposte di comunicazione pervenute; la partecipazione dei gruppi regionali, che all’inizio pareva scarsa, è risultata solo tardiva: a questo punto i gruppi rappresentati a vario titolo sono sette, senza contare gli ospiti senesi entrati nel Giscel proprio in questa occasione. Solo alcune di queste proposte sono state presentate alla discussione preliminare nel seminario “intermedio” tenuto a Roma l’11 giugno, che è comunque risultato uno scambio di idee serio e proficuo come in passato. Nonostante il risultato soddisfacente a questo punto, questa esperienza mi induce a chiedermi e chiedervi se non ci sia qualcosa da ripensare nella struttura e nella preparazione dei nostri convegni nazionali. Avremo occasione di parlarne.

Nel bollettino SLI troverete alcune informazioni organizzative sul Convegno, che probabilmente non potranno ancora essere complete. Vi prego di tener presente comunque che la fonte di informazione più aggiornata è questo sito.

Quanto allo stato delle pubblicazioni, forse col 2005 riusciremo a riprendere il ritmo di due libri all’anno, senza contare che Fare conoscere parlare, targato 2004, è entrato in circolazione all’inizio di questo 2005: quando mi leggerete avrete già visto, e saremo tutti impegnati a far conoscere, Educazione linguistica ed educazione letteraria a cura di Cristina Lavinio; seguirà, a cavallo tra 2005 e 2006, Questioni  linguistiche e  formazione  degli  insegnanti a cura di Domenico Russo, mentre sono già stati esaminati dal Comitato scientifico i materiali nati dal Convegno di Lecce. Si lavora intanto al volume sulle Dieci tesi che conterrà tra l’altro gli interventi alla Giornata del 18 aprile in Campidoglio.

Mentre scrivo stanno partendo i programmi e le attività nelle regioni; la Toscana sta addirittura chiudendo un primo ciclo di incontri, con un’affluenza di pubblico che ho potuto constatare di persona; a Napoli il Giscel Campania ha organizzato una tavola rotonda nell’ambito dei 3 giorni per la scuola tenuti nella bella sede di “Napoli città della scienza”, con buona partecipazione anche di giovani. Abbiamo dovuto ratificare la scomparsa di altri due gruppi di confine (Valle d’Aosta, Istria), ma in altre regioni (Liguria, Marche) ci sono segnali di ripresa di attività dopo una pausa. E c’è motivo di sperare in una comparsa del Giscel in due nuove sedi, che per ora non nomino per scaramanzia.

Buon lavoro a tutte e a tutti, dunque!

Adriano Colombo