Lettera del segretario nazionale  (aprile 2005)

Care amiche e cari amici,

            vi scrivo al ritorno dalla Giornata nazionale per il trentennale delle Dieci tesi che si è tenuta a Roma ieri 18 aprile. Come già saprete, è stato un grande successo: la splendida sala del Campidoglio messa a disposizione dal Comune di Roma, con le sue 250 sedie, ha contenuto appena i presenti, alcuni in piedi; le relazioni sono state tutte dense di contenuto e hanno tenuto inchiodata l’attenzione del pubblico, nonostante il ritmo della giornata sia stato intenso. Abbiamo avuto il gradito intervento del presidente della S.L.I. oltre ai saluti per niente formali dei presidenti della Facoltà, del Corso di laurea e del Dipartimento di Roma “La Sapienza” che hanno condiviso e sostenuto l’iniziativa. La nostra gratitudine deve andare soprattutto a Emanuela Piemontese e alle amiche del Giscel Lazio che hanno svolto il lavoro organizzativo.

            Avremo bisogno di tempo per diffondere ed elaborare i molti spunti di riflessione che ci sono stati offerti sulla situazione attuale dell’educazione linguistica e sui compiti nuovi e sempre più difficili che ci si impongono (accenno solo un dato: il 54% di coloro che hanno risposto alla nostra piccola inchiesta sulla conoscenza delle Dieci tesi hanno più di cinquant’anni; il che significa che entro pochi anni più di metà di quelli che ora riusciamo a raggiungere saranno in pensione).

            Nel frattempo, siamo chiamati a ridiscutere le prospettive della politica dell’istruzione. Un parere sugli obiettivi di apprendimento per i licei ci è stato chiesto tardivamente, rispetto ad altre associazioni disciplinari, in modo tale che quel che ho potuto frettolosamente mandare sarà probabilmente più inutile che mai; credo che questa volta si sia trattato proprio di inefficienza (in generale credo che l’incapacità possa più della cattiva volontà). Ma tutto questo sembra ormai appartenere al passato. Nel momento in cui scrivo si prospetta un grande cambiamento politico, forse imminente, al più tardi per la prossima primavera. Dovremo rimettere a punto le nostre idee su quel che chiediamo alle istituzioni in materia di istruzione e di educazione linguistica; a questo servirà un’assemblea che convocherò per il 12 giugno, in abbinamento col “seminario intermedio”, non appena avrò finalmente la certezza che il voto per il referendum si estenderà alla mattina del 13.

            A margine, vi informo sulla storia infinita della nostra qualificazione come “ente di formazione”. Il parere positivo della Commissione che valuta le domande è ormai ufficiale, ma non risolutivo; un’ispettrice è incaricata di valutare la realizzazione delle iniziative formative che abbiamo indicato come programma e dovrà dare entro giugno un parere che spero sia risolutivo (nel frattempo sarà passato uno dei tre anni di validità della qualificazione, no comment).

            Situazione dei gruppi regionali: le speranze di veder risorgere i nostri due gruppi di oltre confine, Canton Ticino e Istria, sono sempre più deboli. In compenso, vi annuncio che si è costituito un gruppo in una “regione” un po’ più lontana, il Giappone; ne fanno parte alcuni nostri soci di vecchia data che frequentano l’arcipelago e almeno una ventina di italianisti e insegnanti, tra italiani e giapponesi, che lavorano sul posto. La costituzione è già stata ratificata dal comitato esecutivo della S.L.I.; dobbiamo tutti congratularci con Silvana Ferreri, che ha energicamente promosso l’iniziativa.

            Vi ricordo infine l’impegno di far conoscere e diffondere i due volumi della nostra collana presso Angeli già usciti (Scrivere per... a cura di R. Calò, Fare, conoscere, parlare a cura di M. Cecchini). A settembre sarà in libreria il volume Educazione linguistica ed educazione letteraria a cura di Cristina Lavinio; un altro volume, forse due, sarà stampato entro la fine dell’anno.

            Un caro saluto a tutte e a tutti

                                    Adriano Colombo