Lettera del
segretario nazionale (gennaio 2005)
Care amiche e cari amici,
cominciamo da una buona notizia: intorno al 15 febbraio sarà finalmente nelle librerie il secondo volume della collana GISCEL presso Angeli, Dire fare parlare. Abilità linguistiche, capacità operative e processi di apprendimento a cura di Marina Cecchini, che le segreterie regionali dovrebbero aver già ricevuto nel frattempo. Si tratta di lavori presentati al Convegno nazionale di Ischia nel 2000; inutile rivangare qui le ragioni, in parte del tutto straordinarie, che hanno provocato il ritardo; è ferma intenzione del Comitato scientifico (che mentre scrivo sta per riunirsi) recuperare il ritardo accumulato e impedire che si ricrei. Nel 2005 e nel 2006 lavoreremo per far uscire tre volumi per anno (quello appena annunciato porterà la data 2004).
Ricordo a tutti che la diffusione delle nostre pubblicazioni diventa sempre più difficile, e non potrà avvenire senza un impegno attivo di tutti i gruppi regionali. Si tratta di acquistare libri (con lo sconto del 30%) per rivenderli scontati non solo ai soci, ma nelle iniziative pubbliche, dovunque sia possibile, e di creare apposite occasioni di promozione. La prima forma è ormai l’unica percorribile per i volumi delle due serie edite presso La Nuova Italia – rcs; è bene sapere che, nonostante gli impacci della distribuzione, ancora nel 2003 (ultimo anno di cui ho i dati) si sono vendute nel complesso circa 800 copie delle due collane, con un introito per il GISCEL di quasi € 1000. Per quanto riguarda i volumi editi da Angeli, la prima cosa da fare è controllare e insistere presso le librerie adatte della propria città perché i volumi siano presenti in libreria, e riordinati quando sono venduti; la seconda, organizzare iniziative di promozione (presentazioni, dibatti sul tema col libro in evidenza); per iniziative pubbliche di questo genere la segreteria nazionale è disposta a contribuire alle spese.
Venendo alle pubblicazioni non commerciali, è ancora disponibile un certo numero di copie del fascicolo contenente le Dieci tesi, il documento sui curricoli approvato dall’assemblea di Modena e il catalogo delle pubblicazioni; le segreterie o i soci che me ne faranno richiesta lo riceveranno gratuitamente (penso che le SSIS, tra l’altro, dovrebbero essere un buon luogo di diffusione); questo fatta salva una riserva per l’occasione per cui il fascicolo è stato inizialmente pensato, la Giornata di studio per il trentennale delle Dieci tesi (Roma, 18 aprile). Mentre scrivo sta poi per andare in stampa un piccolo pieghevole a colori contenente la versione più breve del documento, pure voluta dall’assemblea di Modena. Questo materiale, secondo le indicazioni dell’assemblea, sarà destinato a una diffusione più capillare, che raggiunga non solo gli insegnanti già in qualche modo sensibilizzati alle nostre proposte, ma insegnanti di ogni tipo, anche non di Italiano, ed esponenti politici e sindacali, genitori sensibili e così via. La tiratura iniziale sarà di 2000 copie; invito tutti a pensare alle possibili occasioni di diffusione.
Questi materiali servono tra l’altro a chiarire la nostra (op)posizione sulla riforma Moratti. Mentre scrivo, non sono ancora ufficialmente disponibili le Indicazioni nazionali per i licei, ma nelle bozze che hanno circolato ufficiosamente, gli obiettivi di apprendimento di Italiano sembrano non meno sbilenchi e impraticabili di quelli per il “primo ciclo dell’istruzione”, anche se non contengono analoghi strafalcioni sul piano scientifico. Potete leggere le mie prime valutazioni provvisorie nel nostro sito nella pagina dedicata alla Tavola rotonda delle associazioni disciplinari.
Qui troverete informazioni sui lavori preparatori per il prossimo Convegno nazionale (Siena, aprile 2006), sulla Giornata di studio per il trentennale delle Dieci tesi (Roma, 18 aprile 2005) e su quella dedicata alla comprensione della lettura, Non uno di meno (Bologna, 9 maggio 2005). E per finire, una buona quasi-notizia: so da fonte non ufficiale, ma autorevole, che l’apposita Commissione ha dato parere favorevole alla qualificazione del GISCEL come ente di formazione: fatti i debiti scongiuri, questa dovrebbe essere la volta buona.
Un caro saluto a tutte e a tutti
Adriano Colombo