Lettera del segretario nazionale (giugno 2010)
Care amiche, cari amici,
senza dubbio in questi ultimi mesi (quasi quattro dall’inizio del mio mandato) l’impegno maggiore della nostra associazione ha riguardato l’analisi e la discussione delle Indicazioni riguardanti i Licei, ormai approvate (la versione definitiva può essere consultata sul sito dell’Ansas ex Indire. Il documento in questione risulta modificato in più punti, anche se l’impianto generale è stato mantenuto. La premessa risulta più rispondente alle indicazioni del CNPI e più evidente appare il riferimento al Decreto 22 agosto 2007 riguardante l’obbligo di istruzione. Gli interventi migliorativi apportati alla bozza di aprile puntano evidentemente a ridurre alcune delle incongruenze più vistose e rappresentano lo sforzo compiuto dagli estensori di accogliere alcune integrazioni necessarie.
Più recentemente al centro dell’attenzione sono state le Linee guida degli Istituti Tecnici e i professionali. A tal proposito, informo che la Commissione che si occupa della riforma di tecnici e professionali ha convocato le associazioni disciplinari e professionali e ha richiesto loro un parere. Anch’io ho preso parte all’incontro (v. resoconto) e ho presentato alcune proposte di emendamento. Mi dispiace che i tempi molto stretti non abbiano permesso la redazione di un documento discusso nelle sue parti e perciò maggiormente condiviso come è accaduto a fine aprile per il parere sui Licei. Sono infatti convinta che il ricorso a forme di discussione che prevedano un confronto allargato sia garanzia di pluralismo, ma purtroppo, in questo caso, altre variabili hanno influito non poco sulla scelta da me compiuta: stretta fra impegni scolastici di fine anno e tempi esigui ho infatti inviato un parere sicuramente molto parziale nel quale compaiono alcune considerazioni scaturite da un’analisi personale frettolosa delle bozze e da qualche valido spunto fornitomi da alcuni amici e amiche che possono contare su un’esperienza professionale più diretta nel secondo ciclo di istruzione, nonché su una maggiore e approfondita conoscenza dei problemi .
Certo come già abbiamo più volte detto, non basterà qualche emendamento a migliorare i documenti, rimangono alcune incongruenze insanabili riguardanti l’assenza di fondamenta, di “ganci” dai quali “trarre ragioni di scelte” e che mostrano come nel nostro orizzonte nazionale mancano le premesse e le intenzioni per sviluppare una seria politica scolastica (De Mauro; di seguito, si riporta per esteso la citazione: “I possibili obiettivi non vengono dichiarati e indicazioni/linee/programmi non hanno un gancio a cui appendersi e da cui trarre ragioni di scelte”). Tuttavia è evidente che tutto ciò aumenta il nostro impegno e le nostre responsabilità. Accantonato il momento di denuncia e quello di legittima espressione su programmi che ci lasciano insoddisfatti, con la consapevolezza di chi attraverso l’analisi e la discussione ha compreso quanto sia difficile rivedere/correggere documenti che poggiano sul nulla, continueremo a investire le nostre energie, il nostro tempo, i nostri ragionamenti, il nostro discorrere a favore di un buon progetto di educazione linguistica per le generazioni future che si affacciano nel mondo della scuola con bisogni linguistici sempre più complessi e più urgenti.
In relazione alle Indicazioni appena emanate e alle Linee che fra poco lo saranno, si apre un momento di riflessione interna ai gruppi regionali nei quali studiare i modi per ovviare alle contraddizioni più evidenti dei documenti e per affermare, attraverso analisi, confronti e discussioni la nostra idea di educazione linguistica. I principi linguistici ai quali ci ispiriamo possiedono una vitalità e una portata innovativa non del tutto esplorata (si veda a questo proposito: Daniel Coste e alii (2007), Un documento europeo di riferimento per le lingue dell’educazione?, Sette Città, di cui ora è disponibile anche in rete la versione italiana curata da Calò e Ferreri). Su di essi possiamo fare leva per disporre di un quadro organico entro cui collocare lingue, linguaggi e discipline e per delineare un profilo di competenze linguistiche degli studenti e percorsi che non dimentichino le fasce più deboli cioè quelle maggiormente colpite da forme di svantaggio legate a fattori economici e culturali di solito più trascurate. Ispirandoci all’atteggiamento pragmatico molto diffuso nel mondo della scuola che porta i docenti più sensibili e attenti a parare i colpi e a ridurre i rischi di proposte non del tutto condivisibili, concludo con una metafora che mi pare ben in sintonia con la temperie attraversata: non possiamo aspettare che i temporali passino per uscire allo scoperto, dobbiamo dotarci di ombrelli che riducano la portata degli effetti.
Concludo informandovi che il 16 luglio è previsto a Roma un incontro della Segreteria nazionale e del Comitato scientifico della collana. Purtroppo (mea culpa) rispetto alle decisioni assembleari sul prossimo Convegno Giscel non ci sono novità. Mi auguro di dedicarmi a questo aspetto proprio in questo scorcio di mese per evitare slittamenti in avanti che potrebbero pregiudicare i lavori preparatori.
Intanto, buona estate a tutte e a tutti.
Maria Antonietta Marchese
Di seguito si riportano alcune notizie sulla vita associativa di questi ultimi mesi. Chi volesse può lasciare un commento, un suggerimento...
Olimpiadi della Lingua Italiana
Difficoltà di apprendimento: studio e formazione