Lettera del segretario nazionale  (aprile 2004)

Care amiche e cari amici,

            Nel momento in cui assumo la segreteria nazionale, il mio ringraziamento a chi mi ha preceduto nella carica non è per niente rituale, e coinvolge più di una segreteria precedente.

            Con la guida di queste segreterie, negli ultimi 10-12 anni, il GISCEL è molto cresciuto: non solo è aumentato il numero dei gruppi regionali, ma si sono estesi i compiti e le responsabilità dell’associazione nel suo complesso. Si sono avviati rapporti istituzionali, in particolare le diverse convenzioni col Ministero dell’Istruzione che hanno prodotto importanti ricerche e iniziative di formazione, fino alla gestione di Forum formativi presso l’INDIRE che ci impegna tuttora. Le due riforme della scuola - quella avviata nella scorsa legislatura e quella purtroppo in corso di attuazione – ci hanno richiesto scelte e prese di posizione politico-culturali più tempestive e mirate di quelle a cui eravamo assuefatti. La nostra presenza nel Forum delle associazioni disciplinari della scuola è un altro segno di questo nuovo ruolo e della rete di relazioni che esso comporta; grazie al Forum, tra l’altro, di recente il GISCEL è stato presente alla “Fiera docet” di Bologna, dove ha potuto presentare la propria immagine e vendere le proprie pubblicazioni.

            Tutto questo non deve comportare, come ci ricorda la segretaria uscente Cristina Lavinio, una diminuzione dell’impegno nella ricerca scientifica e didattica che ci ha sempre caratterizzato. Mi pare che il livello dell’appena concluso Convegno nazionale di Lecce – magistralmente organizzato dalle amiche del Giscel Puglia – ci garantisca che questo rischio è lontano. Ma contemporaneamente ci richiede maggiore continuità organizzativa, maggiore collegialità di gestione, più dibattito interno. Le nostre forme e le nostre abitudini sono ancora in parte quelle di un insieme di cenacoli di ricerca che si incontrano ogni uno o due anni; dobbiamo imparare a essere, oltre a questo, una vera associazione politico-culturale.

            È mia intenzione, per cominciare, fare della segreteria nazionale un vero organo collegiale, che non solo si consulta (come è sempre avvenuto), ma si riunisce periodicamente per valutare, progettare, decidere. Poi vorrei aumentare le occasioni di incontro e discussione, al di là delle assemblee annuali spesso “strozzate” nei tempi (ma la durata e la ricchezza del dibattito nell’assemblea di Lecce è già il segno di una disposizione diversa). Il GISCEL produsse un proprio documento di orientamento sulla riforma Berlinguer nel 2000; manca ancora qualcosa di analogo sulla “riforma” Moratti, anche se l’articolo di Cristina Lavinio sulle “indicazioni nazionali” per la scuola elementare, riprodotto nel “Libro bianco” del Forum delle associazioni, per un certo tempo ha colmato egregiamente la lacuna. Vorrei promuovere al più presto una discussione che coinvolga tutti i gruppi regionali; lo scopo è giungere a una presa di posizione complessiva, che non si limiti alla critica dell’attuale ministero, ma indichi anche alcune opzioni di fondo del GISCEL per la scuola del futuro. Troverete notizie ulteriori nel resoconto della riunione di segreteria nazionale.

            L’assemblea nazionale di Lecce ha registrato un diffuso disagio per le difficoltà di rapporti che si sono manifestate da qualche tempo con un gruppo regionale. Anche di questo la segreteria nazionale si occuperà attivamente; è mia intenzione proporre, col tempo che sarà necessario, qualcosa come un codice di comportamento che impegni tutti, dalla segreteria nazionale ai gruppi regionali ai singoli soci, al rispetto di alcune regole comuni: un accordo fra gentiluomini e gentildonne, più che una normativa da applicare meccanicamente.

            Una condizione che può contribuire a evitare l’accumulo di tensioni è la maggiore circolazione interna di idee e di informazioni. Uno strumento da usare è il sito giscel in rete, che ora è unico e ben individuato (con la collaborazione di Agostino Roncallo si sono superati alcuni equivoci), e aggiornato dalla gestora Maria Maggio, alla quale va la riconoscenza di tutti noi.

            Infine (ma non per ultime) le nostre pubblicazioni. Grazie al lavoro di Cristina Lavinio è stata superata la crisi conseguente all’improvvisa interruzione del rapporto con noi da parte de La Nuova Italia – rcs, e si è aperta una nuova collana presso l’editore Angeli. Si è anche riaperto (dopo vicende leggermente kafkiane) il canale che ci consente di acquistare i volumi editi presso La Nuova Italia.

            Ci sono, insomma, le condizioni per fare un buon lavoro, ma c’è tanto, forse troppo, da fare. Il solo dubbio è se il segretario nazionale sarà all’altezza di coordinare tutto questo. Conto sulla vostra collaborazione, spero nella vostra comprensione per le carenze e gli errori che saranno inevitabili. Dato che le ultime tre segretarie sono state donne, applicherò al caso la battuta di una campagna pubblicitaria di qualche anno fa: una donna per raggiungere gli stessi livelli di responsabilità di un uomo deve essere brava il doppio; ma per fortuna è facile. Lasciatemi rivolgere la battuta a mio vantaggio: se avrò la metà delle capacità di quelle che mi hanno preceduto, potremo considerarci soddisfatti.

            Un caro saluto a tutti.

Adriano Colombo

Sulle Dieci Tesi