XVI Convegno Nazionale GISCEL

La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?

Padova, 4-6 marzo 2010

Daniela Picamus, Veronica Ujcich, Paolo Zuttioni (GISCEL Friuli Venezia Giulia)

Dal testo scritto alla grammatica. L’uso del sistema dei tempi verbali in testi narrativi prodotti dagli studenti

L'intervento muove dalla domanda “Fare grammatica serve a migliorare la correttezza della produzione scritta e orale?”, ribaltandone la prospettiva e chiedendosi cioè se l'osservazione dei testi prodotti dagli studenti può portare a una didattica della grammatica più efficace.

 Il gruppo di lavoro, composto da insegnanti di scuole di diverso ordine e grado, sta conducendo una ricerca basata sull’osservazione di un campione di testi raccolti tra alunni al termine della scuola primaria e della secondaria di primo grado. Il focus dell’attenzione riguarda l'uso e la concordanza dei tempi verbali nel testo scritto.

Il campione è composto da studenti di 8 classi di scuole pubbliche (4 primarie e 4 secondarie di primo grado) del comune di Trieste. Ad ogni alunno viene chiesto di svolgere una composizione scritta dal titolo: Racconta il giorno più bello che hai passato con la tua classe. Inoltre, ad ogni alunno e ad ogni insegnante per classe viene somministrato un questionario anonimo, in grado di evidenziare l’estrazione sociale e alcuni riferimenti culturali degli scriventi.

Un’osservazione iniziale dei materiali, circa ottanta testi, e una prima analisi dell’uso dei tempi verbali hanno evidenziato alcune ricorrenze nel modo di disattendere alla coerenza del tempo nel testo, sia in testi prodotti da studenti dello stesso grado di istruzione sia di gradi diversi. Si è scelto di non considerare queste ricorrenze come classi di errori ma come sistemi di organizzazione dei tempi verbali nel testo che vengono attivati da gruppi di studenti secondo modalità e per cause ancora da individuare. Allo stadio attuale della ricerca, sembra ipotizzabile l'individuazione di alcune strutture ricorrenti o “modelli” di organizzazione dei tempi verbali nel testo narrativo, che non scaturiscono dallo studio teorico ma dall'uso messo in pratica dagli studenti. L'ipotesi è che si tratti di fasi di passaggio verso un corretto apprendimento della concordanza verbale. Nell'esaminare il corpus dei materiali raccolti si vuole verificare se questi modelli possano mantenere una continuità nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria.

Particolarmente interessanti, al momento, risultano i tentativi dell'uso del presente narrativo come mezzo per rendere la narrazione più vivace o l'uso diffuso, nonostante le caratteristiche dell'italiano regionale locale, del passato remoto che, ancora, sembra essere usato in funzione di imitazione della lingua letteraria.

Una fase di analisi delle modalità con le quali gli studenti passano da un tempo a un altro nel corso della stesura del testo potrebbe essere propedeutica alla proposta di una didattica che, invece di partire da un approccio normativo e a-priori, si sviluppi a partire dalla produzione dei testi da parte degli studenti. Le conclusioni dell'intervento saranno pertanto incentrate su possibili proposte didattiche per una grammatica dell’uso verbale  nel  testo.

Bibliografia di riferimento

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