XVI Convegno Nazionale GISCEL

La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?

Padova, 4-6 marzo 2010

Annarita Miglietta, Alberto A. Sobrero (Lecce)

Pratiche di grammatica nella scuola elementare: un'indagine

Considerando la ricca articolazione attuale della discussione relativamente all’insegnamento della grammatica (si veda già, ad esempio, Colombo 1982), e la distanza preoccupante che sembra intercorrere fra l’elaborazione teorica e la pratica didattica reale nella scuola italiana, quale si percepisce nell’esperienza quotidiana, si ritiene utile effettuare un preliminare screening sulle effettive pratiche di grammatica correnti nella scuola primaria odierna. Il campione su cui lavorare sarà localizzato in Salento (Lecce e alcune località della provincia), e riguarderà le classi IV e V della scuola primaria.

Partendo dall’assunto che i bambini a 9-10 anni hanno una competenza ancora intuitiva di alcune regole che governano la grammatica, cercheremo di verificare in che modo vengono portati alla riflessione sulla lingua, non solo in ambito lessicale, ma anche e soprattutto nell’ambito più difficile e complesso della morfosintassi.

Si analizzeranno i materiali didattici adottati e le prove di ingresso e di verifica – parziale e finale – mirando a quattro obiettivi: a) individuare i percorsi che seguono gli insegnanti, o quanto meno i  tempi che dedicano allo studio delle categorie grammaticali complesse, come per esempio il verbo, i pronomi, i complementi (per restare alla terminologia tradizionale, di gran lunga la più usata); b) rilevare la prevalenza – o l’alternanza - del metodo induttivo o di quello deduttivo, scelta che riteniamo fondamentale nella scuola di base; c) comprendere gli orientamenti effettivi degli insegnanti rispetto alla più volte riconosciuta e proclamata necessità di rinunciare alla grammatica “in pillole” (interventi di breve gittata, consistenti in regolette applicate ad esercizi pensati ad hoc esclusivamente per uno specifico argomento) e di prevedere strategie di ripresa-rinforzo-verifica; d) raccogliere dati sulla presenza e sull’uso effettivo nella scuola di didattiche basate su un’analisi grammaticale integrata con la competenza metalinguistica dell’apprendente e, in generale, con i processi cognitivi che sono alla base dell’apprendimento della grammatica.

Nel commento si terrà conto, fra l’altro, del fatto che gli insegnanti dispongono di pochi  strumenti per l’adeguamento della didattica della grammatica, a partire da quelli messi a disposizione dal Ministero: si condivide infatti con Lo Duca (2008: 117) il timore che anche le recenti Indicazioni ministeriali, per quanto riguarda la riflessione sulla lingua, “incoraggi[no] una lettura molto tradizionale di [….] riflessione sulla morfologia dell’italiano” e che essa “sia interpretata come la riproposta di quel collaudatissimo esercizio  scolastico, a tutti noto come “analisi grammaticale” (Lo Duca, 2008: 117). 

Riferimenti bibliografici

Colombo A., 1982, La riflessione grammaticale:riflessioni di un conservatore, in M. Ambel (a cura di), Insegnare la lingua. Quale grammatica? Mondadori, Milano, pp. 12-70.

Lo Duca M. G., 2008, Riflettere sulla lingua, in A. Colombo (a cura di), Il curricolo e l’educazione linguistica.