XVI Convegno Nazionale GISCEL

La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?

Padova, 4-6 marzo 2010

Maria G. Lo Duca, Alvise Cristinelli, Elena Martinelli

Riconoscere le voci verbali: indagine su una categoria grammaticale complessa

Con la presente ricerca ci si propone di indagare il riconoscimento della categoria lessicale del verbo da parte di alunni di diverse fasce d’età. Il lavoro trae spunto da recenti studi sul riconoscimento della categoria del nome ed intende aggiungere qualche tassello alla nostra conoscenza su capacità e difficoltà che bambini e ragazzi mostrano di avere quando devono individuare le ‘parti del discorso’.

L’indagine ha interessato alunni di diversa età, dalla Scuola Primaria alla secondaria di Secondo Grado, ed è stata condotta prevalentemente all’interno delle classi  (ma in alcuni casi è stata proposta anche ad alunni singoli), avendo tra gli obiettivi anche quello di raccogliere dei primi dati comparabili sulle prestazioni degli alunni con diagnosi di Dislessia impegnati in questo tipo di compiti.

Il metodo di ricerca usato consiste nella somministrazione di un test consistente in una serie di frasi, semplici e complesse, in cui i verbi compaiano in tutte le loro varietà (di tipi, di forme, di posizioni, di funzioni sintattiche). Agli alunni è stato chiesto di cerchiare le voci verbali.

Varie le ipotesi da verificare: i) la maggiore difficoltà di certi tipi verbali e costrutti frasali rispetto ad altri, ii) la maggiore ‘facilità’, o al contrario difficoltà, di alcune categorie semantiche di verbi ad essere riconosciuti come tali, iii) l’incidenza della posizione del verbo nella frase e della sua funzione sintattica sulla sua riconoscibilità.

La ricerca in effetti muove anche da alcune ipotesi più generali, rispetto alle quali si propone di far riflettere. Innanzitutto la percezione che le categorie grammaticali presentino al loro interno difficoltà e complessità tali da non poter essere affrontate adeguatamente né efficacemente, se il lavoro su di esse viene concentrato ed esaurito nell’ambito del ciclo elementare, come tradizionalmente accade, e come anche le indicazioni ministeriali prevedono. Come sappiamo, infatti, la riflessione sulle categorie lessicali viene proposta in modo specifico nella Scuola Primaria e nella prima classe della Scuola Secondaria di Primo Grado, e viene poi tendenzialmente abbandonata, dando per acquisite le relative conoscenze: una scelta che si basa forse sulla premessa di una presunta facilità della morfologia rispetto alla sintassi (della frase, del periodo o del testo), che sarebbe interessante discutere e verificare.

La ricerca intende interrogarsi non solo sulla utilità ed efficacia di un esercizio che normalmente focalizza tutta l’analisi esclusivamente sulla parola singola, staccata dalle altre e posta al di fuori dei legami sintattici della frase, ma anche sulle conseguenze che questo habitus comportamentale e cognitivo, fortemente indotto fin dai primi anni, può avere sulle modalità di rapportarsi alla lingua per comprenderne il funzionamento.

Lo strumento concreto del test, infine, su cui si basa la presente ricerca, potrebbe rivelarsi per i docenti delle singole classi un interessante punto di partenza per riflettere con i ragazzi, in modo adeguato al loro livello di scolarità, sulle molteplici forme, funzioni e relazioni assunte e attivate dal verbo. Ci si propone dunque di praticare e incoraggiare un uso ‘didattico’ del test, in modo che esso sia uno strumento utile non solo a focalizzare i problemi e a raccogliere dati, ma anche a guidare i ragazzi ad interrogasi attivamente sulla lingua, scoprendo la sua ricchezza e la sua varietà, e nel contempo le sue regolarità, anche quando si affronta la morfologia.

Bibliografia di riferimento

Jezek E., 2003, Classi di verbi tra semantica e sintassi, Ets edizioni, Pisa.

Lo Duca M. G., 2004, Esperimenti grammaticali, Carocci, Roma.

Lo Duca M. G., 2008, Riflettere sulla lingua, in Colombo A. (a cura di), Il curricolo e l’educazione linguistica. Leggere le nuove Indicazioni, Franco Angeli, Milano, pp. 105-124.

Lo Duca M. G., Ferronato M., Mengaldo E., 2009, ’Indicazioni per il Curricolo’ e obiettivi di apprendimento sulle categorie lessicali: il riconoscimento del Nome, in Baratter P., Dallabrida S. (a cura di), Lingua, e grammatica. Teoria e prospettive didattiche, Franco Angeli, Milano, pp.11-27.

Lo Duca M. G., Polato S., in stampa, Dalle elementari alle soglie dell’università: indagine sul riconoscimento della categoria lessicale del Nome, in G. Fiorentino (a cura di), Didattica della grammatica tra scuola e università, Atti della giornata di studio di Campobasso (28 ottobre 2008), Carocci, Roma.

Stella G., 2004, La dislessia. Quando un bambino non sa leggere: cosa fare, come aiutarlo, Il Mulino, Bologna.

Renzi L., Salvi G., Cardinaletti A. (a cura di), 2001, Grande grammatica italiana di consultazione, vol. 2,  Il Mulino, Bologna.

Schwarze C., 20092, Grammatica della lingua italiana, a cura di Colombo A., Roma, Carocci.

Prandi M., 2006, Le regole e le scelte. Introduzione alla grammatica italiana, UTET, Torino

Ferrari A., Zampese L., 2007, Dalla frase al testo, Una grammatica per l’italiano, Zanichelli, Bologna.

Weinrich H., 1989, Verso la costituzione di una competenza interrogativa, in Vie della cultura linguistica, Il Mulino, Bologna, pp. 287-297.