XVI Convegno Nazionale GISCEL

La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?

Padova, 4-6 marzo 2010

Alda Nannini, Ignazio Gioè, Mauro Costantino, Marco Biondi (GISCEL Giappone)

La collocazione della riflessione metalinguistica nel sillabo di Italiano LS per principianti assoluti di madrelingua giapponese

Nato dalla riflessione di alcuni insegnanti e ricercatori che insegnano o hanno insegnato in Giappone e/o si occupano dell’analisi delle produzioni linguistiche di apprendenti giapponesi in prospettiva acquisizionale, questo sillabo è stato progettato per principianti assoluti che si accostano allo studio dell’italiano nel loro Paese.

La lingua si configura quindi come lingua straniera, con problematiche, come è noto, ben diverse da quelle poste dall’apprendimento sul territorio italiano: una LS è comunque separata dalle esperienze quotidiane dell’apprendente, che non ha la possibilità di verificare e negoziare conoscenze attraverso il contatto con la realtà linguistico-culturale della comunità. Un sillabo per apprendenti giapponesi impone inoltre considerazioni diverse da un sillabo rivolto ad apprendenti la cui lingua e cultura sono più vicine a quella di arrivo. Così, da una parte, la spesso citata (benché talvolta a nostro avviso sopravvalutata) lontananza culturale e, dall’altra, la lontananza tipologica della L1 (che gli studi acquisizionali mostrano influire – almeno – sui tempi di apprendimento) hanno un ruolo importante e giustificano l’opportunità di esplicitare un percorso che non sempre può o deve coincidere con quello dell’apprendimento dell’italiano in Italia. Il sillabo ha quindi una doppia valenza: è il punto di arrivo di esperienze svoltesi in Giappone nell’arco degli ultimi vent’anni, ma è anche un punto di partenza per una efficace definizione, programmazione e sequenziazione di contenuti.

In questa prospettiva, la collocazione della riflessione metalinguistica richiede un contesto che ne metta in evidenza la stretta connessione con la funzionalità comunicativa (che sia cioè “contestualizzata”). Questo aspetto, indispensabile quando la lingua è appresa in Italia, lo sarà ancor più se la lingua è appresa all’estero. Coerentemente con queste premesse, perciò, pur tenendo nella dovuta considerazione le importanti indicazioni di Lo Duca 2006, si è preferito per diversi aspetti allontanarsene, mirando ad un percorso che offra la possibilità di integrare elementi culturali (assenti, per motivi perfettamente legittimi, in Lo Duca 2006: 82 e segg.) ed elementi linguistici (Nannini 2005 e in corso di stampa; e, in linea generale, ad es. Benucci 2001, Bettoni 2001). Questo ha determinato assenze importanti da una parte e presenze ingombranti dall’altra. Portiamo alcuni esempi: benché il nostro sillabo tenda negli scopi ai livelli A1/A2 del QCER, scegliendo di assegnare la priorità all’elaborazione di testi orali elementari, si riduce drasticamente lo spazio dedicato alla lingua scritta. Da un punto di vista più strettamente metalinguistico, i problemi posti dalla discriminazione della determinatezza, delle categorie di identità, possesso ed esistenza, per un parlante giapponese, richiedono l’individuazione di almeno alcuni tratti comuni con la L1 (Nannini 2007a, 2007b). E ancora, nella trattazione semantico-aspettuale del verbo, non compare l’imperfetto, e così via. Si tratta perciò di scelte programmatiche che devono essere spiegate e giustificate alla luce della valutazione realistica di quanto può essere offerto alla riflessione metalinguistica in un sillabo che deve presentare contenuti e sequenze coerenti dal punto di vista comunicativo, culturale e linguistico. Queste condizioni di partenza permettono di spiegare alcune priorità e l’intenzionale parzialità nella trattazione di alcuni elementi, dei quali si rimanda lo sviluppo a momenti successivi. Si è pensato, insomma, alla costruzione di competenze minime di base per tutti gli apprendenti, che potessero essere facilmente sviluppate e integrate per esigenze specifiche e che offrissero una riflessione sulla lingua significativa anche in momenti successivi dell’apprendimento.

Bibliografia essenziale

Benucci A., 2001, La competenza interculturale, in Insegnare l’italiano a stranieri, a cura di P. Diadori, pp. 32-43. Le Monnier, Firenze.

Bettoni C., 2001, Imparare un’altra lingua, Laterza, Roma-Bari.  

Lo Duca M. G., 2006, Sillabo di italiano L2, Carocci, Roma.

Nannini A., 2005, Cultura come pratica didattica, in AA.VV., Insegnare l’italiano in Giappone, pp. 73-92, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo.

Nannini A., 2007a, La lessicalizzazione di possesso e identità in italiano e in giapponese, in Il peso delle parole. Temi e problemi, a cura di I. Gioè e A. Nannini, Atti del II seminario di Glottodidattica, pp. 45-65. Giscel Giappone, Istituto Italiano di cultura, Tokyo.

Nannini A., 2007b, L’apprendimento dell’articolo italiano in studenti giapponesi: un approccio contrastivo e alcune proposte didattiche, in “Studi italici (Italia Gakkai-shi)”, LVII, pp. 20-47, Tokyo.

Nannini A. (in corso di stampa), Noto e non noto linguistico e socioculturale nella didattica dell’italiano a madrelingua giapponesi. Atti del Convegno “Plurilinguismo, multiculturalismo e apprendimento delle lingue. Italia e Giappone a confronto”, Viterbo, Università della Tuscia, 6-8 ottobre 2008.