XVI Convegno Nazionale GISCEL

La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?

Padova, 4-6 marzo 2010

Simone Fornara

Non solo per respirare. Esperimenti didattici per insegnare la punteggiatura a partire dalla riflessione sul senso

Recentemente la punteggiatura è stata oggetto di importanti studi di natura storica (l’ultimo dei quali è GARAVELLI 2008, preceduto da GARAVELLI 2003, SERAFINI e TARICCO 2001, CRESTI et al. 1992), che si sono affiancati alla già rilevante serie di contributi di natura sincronica (ad esempio FERRARI 2003 e PARKES 1992). Se questi due aspetti appaiono dunque aggiornati, non si può dire altrettanto per quanto concerne l'apprendimento e l'uso della punteggiatura nei bambini e per gli aspetti didattici: benché siano presenti studi specifici sull'apprendimento della scrittura con attenzione agli aspetti ortografici (FERREIRO & PONTECORVO 1996) e alcune pubblicazioni mirate (cfr. CHIANTERA 2005, FERREIRO 1996 e SIMONE 1991) e studi dai quali è possibile ricavare utili indicazioni didattiche (come il non recente, ma ancora prezioso PARISI & CONTE 1979), non è ancora stata elaborata una teoria complessiva della didattica della punteggiatura che spieghi come viene acquisito l'uso dei segni interpuntivi nei bambini e in quale modo si possa favorirne l'apprendimento, tenendo ovviamente conto del quadro linguistico (e plurilinguistico) odierno e dei recenti studi di natura sincronica.

La relazione intende presentare i primi significativi risultati di una ricerca ancora in fase di svolgimento promossa dall’Alta Scuola Pedagogica di Locarno (ora Dipartimento della Formazione e dell’Apprendimento della SUPSI) e condotta attraverso una sperimentazione in classi del secondo ciclo di scuola elementare italiane e ticinesi. Lo scopo della ricerca è appunto di indagare l'apprendimento e l'uso dei segni di punteggiatura in bambini del secondo ciclo della scuola elementare. Il sistema interpuntivo della lingua italiana (ma anche di altre lingue) presenta una notevole complessità, che deriva in larga parte dalla sua ambiguità di fondo, insita nella sua doppia funzione: da un lato, infatti, i segni di punteggiatura servono a indicare le pause del parlato (funzione ritmico-fonetica), dall'altro a indicare i rapporti sintattici tra le parti che formano il testo (funzione logico-semantica). Nella didattica, tale ambiguità è stata da sempre risolta in favore di un insegnamento incentrato solo sulla prima funzione, che porta a indicare il segno di punteggiatura come una "pausa del respiro", nonostante esso sia nato proprio con la seconda funzione. La relazione, partendo dalla constatazione che questo approccio è limitante per il bambino, in quanto rallenta l'acquisizione di un sistema interpuntivo più complesso ignorando la funzione precipua del sistema interpuntivo, descrive alcuni caratteri dell'uso della punteggiatura nei bambini di 8-10 anni e presenta alcune situazioni didattiche diverse da quelle tradizionali, che hanno l’obiettivo di portare i bambini stessi a un uso più consapevole dei segni di punteggiatura attraverso la riflessione e non attraverso l'applicazione mnemonica di regole fisse. Oltre alla produzione di materiale didattico, la principale ricaduta sull'insegnamento di questo tipo di ricerca è la progettazione di un curricolo di educazione linguistica che inserisca la punteggiatura nel più ampio ambito dell'apprendimento della lingua scritta, con particolare attenzione alla dimensione testuale.

Bibliografia essenziale

CHIANTERA, A. (2005). Teoria e didattica della punteggiatura moderna, in C. LAVINIO (a cura di), Educazione linguistica e educazione letteraria: intersezioni e interazioni (pp. 200-208). Milano: Franco Angeli.

CRESTI, E., MARASCHIO, N., TOSCHI, L., a cura di (1992). Storia e teoria dell’interpunzione. Roma: Bulzoni.

FERRARI, A. (2003). Le ragioni del testo. Aspetti morfosintattici e interpuntivi dell'italiano contemporaneo. Firenze: Accademia della Crusca.

FERREIRO, E. (1996). I confini del discorso: la punteggiatura, in FERREIRO, E., PONTECORVO, C. et al. Cappuccetto Rosso impara a scrivere: studi psicolinguistici in tre lingue romanze (pp. 147-191). Scandicci: La Nuova Italia.

MORTARA GARAVELLI, B. (2003). Prontuario di punteggiatura. Roma-Bari: Laterza.

MORTARA GARAVELLI, B., a cura di (2008). Storia della punteggiatura in Europa. Roma-Bari: Laterza.

PARISI, D. e CONTE, R. (1979). Per un'analisi dei segni di punteggiatura, con particolare riferimento alla virgola (pp. 363-385). In D. Parisi (a cura di), Per un'educazione linguistica razionale. Bologna: Il Mulino.

PARKES, M.B. (1992). Pause and effect. Aldershot: Scolar Press.

SERAFINI, F. e TARICCO, F. (2001). Punteggiatura, 2 voll. Milano: Rizzoli.

SIMONE, R. (1991). Riflessioni sulla virgola, in M. ORSOLINI e C. PONTECORVO, La costruzione del testo scritto nei bambini (pp. 221-231). Firenze: La Nuova Italia.