XVI Convegno Nazionale GISCEL
La grammatica a scuola: quando? come? quale? perché?
Padova, 4-6 marzo 2010
Cinzia Sammartano e Pino Arpaia
La grammatica è una canzone dolce... se la so cantare
Il lavoro che presentiamo riguarda “pratiche ed esperimenti grammaticali in classe”. Si tratta di una ricerca sul campo, fortemente ancorata alla prassi didattica. Ci siamo posti le seguenti domande: perché i ragazzi non amano la grammatica? Perché alla fine del triennio della scuola secondaria di primo grado non si hanno quasi mai risultati apprezzabili?
Da qui l’idea di utilizzare, nell’ora di grammatica (che è stata mantenuta) i loro testi (in pochi casi testi già noti/letti in classe), in modo da non far percepire la grammatica come un oggetto di studio alieno, avulso dalla lingua – orale o scritta – e dal suo uso, ovvero, in modo che i ragazzi non la identificassero come la batteria di esercizi ripetitivi da fare sul manuale dopo aver studiato a memoria la regola del momento. Nel corso dell’a.s. 2008/2009 il percorso è stato affrontato in una classe prima e confrontato con l’esperienza di una classe terza che nei due anni precedenti aveva seguito un insegnamento di tipo tradizionale. Nel presente a.s. 2009/2010 si prevede di continuare il percorso nella classe che lo ha già intrapreso e individuare una classe in cui proporlo per la prima volta.
Attività classe prima:
1) uso dei testi dei ragazzi o di testi da loro già conosciuti;
2) realizzazione di libretti con alcuni testi dei ragazzi con cui abbiamo lavorato tutto l’anno e che sono stati la nostra banca-dati di testi a disposizione; 3) laboratori (anche in modalità cooperativa) sugli articoli e alcuni aspetti del nome e del verbo, che hanno portato alla realizzazione delle grammatiche personali degli alunni; 4) alcune lezioni sono state strutturate nel modo seguente: a partire da loro composizioni scritte, c’è stata una discussione collettiva (uso portatile e videoproiettore) sugli errori di vario tipo presenti nei testi (ortografici, tempi verbali, coerenza, coesione, posizione di parole e/o blocchi di testo, ecc.); poi i testi sono stati consegnati ad alunni diversi dagli autori che li hanno riscritti sulla base di quanto emerso dalle discussioni; infine, se ne è ridiscusso, mettendo le due versioni a confronto e intervenendo ulteriormente, se necessario.
Attività classe terza:
1) esposizione frontale del fenomeno grammaticale;
2) esempi alla lavagna;
3) esercizi in classe con frasi prese dal libro di grammatica dell’insegnante, diverso da quello in adozione;
4) correzione collettiva degli esercizi;
5) tentativo di legare l’"ora di grammatica" all’"ora di Italiano", cioè alla loro testualità, anche spronando i ragazzi a pubblicare sul giornalino i loro testi.
Alla fine del primo anno, i ragazzi di prima media dichiarano di gradire l’ora di grammatica e di divertirsi; quelli di terza manifestano noia.
Bibliografia minima
Rodari G. 1973. La grammatica della fantasia. Torino: Einaudi.
Lo Duca M.G. 1997. Esperimenti grammaticali. Firenze: La Nuova Italia.
Ferreri S. (a cura di) 2002. Non uno di meno, Firenze: La Nuova Italia.
Prandi M. 2006. Le regole e le scelte. Torino: UTET.
Rossi S. e Rossi G.A. 2008. Italiano. Istruzioni per l’uso. Bologna: Zanichelli.