Notizie e commenti, a cura di Adriano Colombo

Esperienze di formazione a confronto e linee per un progetto di formazione condiviso

Resoconto sul Seminario nazionale GISCEL deliberato dall’Assemblea nazionale di Milano il 23.9.2005, tenuto a Roma il 15.1.2006, presso la sede del Dipartimento di Studi filologici linguistici letterari

Al Seminario, presieduto dal segretario nazionale Adriano Colombo, hanno partecipato i membri della Segreteria nazionale Rosa Calò ed Emanuela Piemontese; gli ex segretari nazionali Edoardo Lugarini, Valter Deon, Anna Rosa Guerriero; Cristina Lavinio, Silvana Ferreri; Maria Maggio del Comitato scientifico per le pubblicazioni; i segretari regionali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sardegna, Giappone; erano rappresentati da altri soci i segretari regionali di Emilia-Romagna, Campania, Sicilia. Il gruppo lombardo, impossibilitato a partecipare, ha inviato una relazione sulle proprie attività formative. La segretaria del gruppo regionale Sicilia ha inviato un documento di riflessione sul tema. I presenti sono stati in tutto 32.

In apertura il segretario ha dato brevi informazioni sullo stato delle pubblicazioni e sugli sviluppi del progetto “Poseidon”, che vede impegnato il GISCEL, accanto ad altre associazioni dell’area linguistica, in partecipazione col MIUR e coll’INDIRE.

A. La prima parte dei lavori è stata dedicata alle relazioni e riflessioni dei gruppi regionali sulle proprie esperienze di formazione in servizio. Semplificando in estrema sintesi esperienze assai varie, se ne può dare una tipologia:

a) incontri periodici pomeridiani su temi specifici;

b) presentazione di libri;

c) giornate di studio o seminari brevi, con intervento di esperti esterni, momenti di discussione e attività di laboratorio; molte di queste esperienze sono state realizzate nell’ambito del Progetto Giscel-M.I.U.R “Laboratorio di scrittura”;

d) seminari di formazione residenziali intensivi preceduti da una progettazione di gruppo, come i seminari nazionali del “Laboratorio di scrittura”, e collegati con una sperimentazione, come quelli realizzati a Palermo e a Lecce nell’ambito del Progetto Non uno di meno per l’alfabetizzazione alla lettura.

Molti interventi hanno poi sottolineato l’importanza, per la conoscenza del Giscel e delle sue idee e l’allargamento della sua base, della presenza di soci in numerose SISS in qualità di supervisori o titolari di corsi e laboratori, e (in misura minore) nei corsi di laurea in Scienze della formazione primaria.

I punti critici di queste esperienze, variamente valutati dai relatori per le rispettive regioni, sono:

- l’efficacia delle iniziative per il contatto con insegnanti giovani e in formazione;

- l’allargamento dei nuclei “storici” dei gruppi regionali con nuovi apporti;

- la relazione tra attività di ricerca e di formazione;

- la relazione, tra formazione e informazione: a volte le iniziative privilegiano il versante dell’informazione senza una chiara consapevolezza del suo valore diverso rispetto alla formazione.

Le attività di ricerca in corso segnalate riguardano Italiano L2 e vocabolario comune (Giscel Calabria), alunni stranieri (Giscel Lazio), l’analisi dei libri di testo (di italiano L2 per il Giscel Giappone e di grammatica per il Giscel Calabria), indagini sulle conoscenze lessicali (Giscel Abruzzo). (N.B.: nel Giscel Lombardia sono pure in corso attività di ricerca, non segnalate nella relazione scritta inviata che si è attenuta strettamente al tema del Seminario).

B. La seconda parte dei lavori è stata dedicata a una riflessione generale sulle caratteristiche della formazione privilegiate dal Giscel, sia in vista di suggerire orientamenti alle attività in sede regionale, sia per delineare ipotesi di intervento a carattere nazionale.

Sono intervenuti A.R. Guerriero. V. Deon, S. Ferreri, R. Calò, M. G. Lo Duca, C. Lavinio, F. De Renzo, E. Lugarini, V. Sofia, E. Piemontese, R. Solarino, M. T. Lecca, oltre al segretario che ha più volte fatto il punto della discussione.

 Alcuni temi hanno attraversato il dibattito:

a) Tematiche da privilegiare nella formazione

Le Dieci Tesi devono essere al centro dell’attenzione, come termine di confronto costante.

Si considera prioritario, all’interno di questo quadro di riferimento, ritornare alle “vecchie” parole della scuola: la didattica del quotidiano e i problemi relativi all’apprendimento e ai nuovi svantaggi linguistici. Sarà opportuno riaffrontare con i docenti giovani e meno giovani i temi relativi allo sviluppo delle abilità linguistiche, alla trasversalità della lingua ecc. Questo non significa rifiutarsi di affrontare i temi della riforma o trascurare le parole “nuove” della scuola di oggi. Si ritiene infatti che la formazione dei docenti debba fondarsi su un’analisi dei bisogni che tenga conto anche della  loro esigenza di orientarsi rispetto a ciò che viene presentato e percepito come “nuovo”.

b) Criteri da tenere presenti per una formazione Giscel di qualità:

1. ogni percorso di formazione si innesta sulle conoscenze pregresse e le competenze professionali dei docenti; si deve tendere a stimolare una riflessione critica sulle pratiche già sperimentate per aprire prospettive nuove senza perdere quanto già il docente sa fare;

2. non tutto quello che riteniamo sia bene sapere si può proporre ai docenti in situazione di formazione; il criterio che può portare a selezionare contenuti funzionali ai bisogni è l’adesione a problemi reali percepiti dagli insegnanti;

3. il contenuto disciplinare è materia su cui lavorare piuttosto che un tema da illustrare; i docenti in situazione di formazione devono essere chiamati ad operare, così come gli alunni lo sono quotidianamente in classe;

4. l’esperienza di formazione deve offrire spunti da trasferire nella pratica didattica.

Questi punti – insieme ad alcuni altri emersi nella discussione – saranno riproposti in un documento di indirizzo della Segreteria nazionale da presentare all’approvazione della prossima assemblea di Siena; esso dovrebbe valere come indicazione per i gruppi regionali, come base per i seminari interregionali previsti dall’assemblea di Milano e come premessa all’offerta di “pacchetti” formativi ad enti istituzionali.

c) Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con le istituzioni preposte alla formazione in servizio: MIUR (per una parte residua), IRRE, USR, CSA, scuole in rete, enti locali. Sono state citate in proposito le esperienze realizzate nel passato con il MIUR e più recentemente con la Regione Toscana (Seminario regionale su Legge, giustizia e legalità), con la Casa della Cultura Popolare di Vicenza ecc., fino alla partecipazione al Progetto Poseidon tuttora in corso e in via di affidamento dal MIUR all’INDIRE.

La partecipazione del Giscel ad esperienze istituzionali è condizionata alla possibilità di far valere la propria specifica competenza; gli atteggiamenti riscontrati in diverse occasioni da parte di diverse istituzioni sono vari, per cui occorre un’attenzione costante. Nel Seminario è emersa l’idea che il Giscel concretizzi la propria offerta formativa da proporre agli enti indicati in veri e propri “pacchetti”, con elementi fissi di garanzia della qualità ed elementi variabili per formato e contenuti. Si è proposto che l’elaborazione di tali “pacchetti” sia affidata al Comitato scientifico in concorso con la Segreteria nazionale.

d) È stata ripresa l’idea, già affacciata nell’assemblea di Milano, di “master” promossi dal Giscel insieme a una o più sedi universitarie. In proposito hanno fornito chiarimenti importanti Massimo Vedovelli, Emanuela Piemontese e Maria G. Lo Duca: possibilità della promozione o copromozione da parte di enti non universitari, esempi di modalità organizzative, incentivi che gli insegnanti in servizio o in attesa possono ottenere dalla frequenza e per la frequenza, livelli delle tasse di iscrizione generalmente richieste. Si è suggerito che continui l’analisi del problema e formuli proposte precise il gruppo di lavoro designato a Milano (Colombo, Piemontese, Vedovelli), allargato a Lo Duca.

[redigono Rosa Calò e Adriano Colombo]