Notizie
e commenti, a cura di Adriano
Colombo
Resoconto dell’incontro svoltosi a Roma sul riordino degli Istituti tecnici e professionali
(10 giugno; Salone del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione)
Il 10 giugno si è svolto a Roma un incontro, organizzato dalla Direzione generale per l’Istruzione e formazione tecnica superiore, nel quale è stata presentata una ulteriore bozza delle Linee Guida per il riordino degli Istituti tecnici e professionali (la bozza è stata pubblicata il 14 giugno sul sito dell’Ansas ex Indire).
L’incontro, presieduto dal Direttore generale dott.ssa Maria Grazia Nardiello, era finalizzato a fare il punto sullo stato dei lavori della riforma di tecnici e professionali. Sono stati perciò sintetizzati i passaggi salienti riguardanti i tempi tecnici e le modalità di attuazione, evidenziando che si sta per concludere la seconda fase riguardante la definizione delle linee guida e che si aprirà quella di sostegno alle scuole con azioni di formazione. Il prof. A. F. De Toni, uno dei membri della Commissione ha ribadito che la funzione della Commissione è quella di riassumere tutti i contributi emersi dal confronto pubblico attivato (scuole e dirigenti scolastici; associazioni; sindacati). È stato evidenziato come il percorso per la riforma degli Istituti tecnici e dei professionali è stato intenzionalmente diverso da quello attivato per la riforma dei licei (ciò è stato ripetuto più volte, evidenziando lo sforzo compiuto nella raccolta di pareri provenienti dalle diverse Istituzioni scolastiche) ed è stato anche sottolineato come questa strada si sia rivelata impervia per la difficoltà di conciliare istanze condivisibili, ma spesso di segno contrario soprattutto in relazione alle diverse realtà riguardanti i professionali.
Senza troppi giri di parole, è stato ribadito lo scopo dell’incontro: continuare il confronto con le associazioni disciplinari e professionali già avviato nei mesi trascorsi (in quella sede ho appreso che una buona parte dei presenti aveva già partecipato a incontri avvenuti nei mesi scorsi) ed è stato espressamente chiesto un contributo emendativo entro il 18 giugno. Quindi a turno sono intervenuti tutti i rappresentanti delle associazioni presenti. Dagli interventi non è a mio avviso emersa una linea unitaria. Ogni rappresentante ha finito per esprimere osservazioni e perplessità riguardanti aspetti diversi della riforma in alcuni casi in modo un po’ confuso e contraddittorio.
Per dare un quadro più preciso degli interventi dei rappresentanti delle Associazioni presenti provo a sintetizzarne i passaggi salienti per punti. Alcune associazioni hanno lamentato l’intermittenza del rapporto fra MIUR e associazioni disciplinari auspicando un rapporto più costante. In molti hanno continuato a puntare il dito sul numero delle ore a disposizione e sulle risorse mancanti. Parecchie associazioni hanno avanzato la richiesta di indicazioni metodologiche puntuali e precise. Fra i rappresentanti delle associazioni in molti si sono limitati ad approvare (in pochi casi a disapprovare) il format delle schede disciplinari (per intenderci le famose colonne conoscenze e abilità; De Toni ha sentito l’esigenza di evidenziare come tale format risulti molto gradito alle scuole) o la scelta delle conoscenze. Atri hanno sentito l’esigenza di segnalare la necessità che tali conoscenze/abilità venissero ridotte ulteriormente di numero o al contrario aumentate; altri hanno ribadito la necessità che tali conoscenze/abilità non si intendessero come vincolanti. Ci sono stati interventi volti a richiamare una didattica per competenze o, al contrario, volti alla difesa strenua di conoscenze e abilità. Per l’implementazione della riforma è stata chiesta una fase di formazione/informazione non relegata alla formula online ma allargata ad altre occasioni in presenza con finanziamenti alle Istituzioni.
Per quanto riguarda il mio breve intervento ho precisato che per la nostra associazione quella del 10 giugno era la prima convocazione (al precedente seminario tenutosi nel mese di aprile a Napoli era stata presente la SLI). Ho evidenziato come un costante coinvolgimento delle associazioni disciplinari è cosa migliore dell’episodicità. Infatti il contributo che può dare un’associazione in una fase così avanzata dei lavori e in tempi così ristretti (una settimana) si riduce ad un’operazione di revisione di superficie. Ricorrendo a qualche esemplificazione molto concreta ho mostrato come la scheda dell’allegato AA1 riguardante “Lingua e Letteratura Italiana” conteneva al suo interno oggetti espressi in termini generici e poco pertinenti. In ultimo, ho concluso dicendo che al punto in cui siamo c’è da sperare che docenti preparati sappiamo tradurre le indicazioni dei quadri in percorsi di apprendimento che sopperiscano alla genericità evidenziata. Non ho promesso in quella sede (come hanno fatto tutti i presenti) nessun contributo e mi sono limitata a ringraziare per l’invito e la situazione di confronto.
Dopo il giro di consultazione, il Direttore generale dott.ssa Nardiello ha risposto ad alcune osservazioni chiarendo il motivo di alcune scelte compiute e ritornando sulle fasi, sui tempi di lavoro e sui vincoli. Ha ribadito che le schede disciplinari sono elenchi di orientamento rispetto ai quali saranno i docenti ad operare le opportune selezioni e ha in ultimo rivolto un appello alle associazioni per suggerire emendamenti molto puntuali. Un’ultima serie di precisazioni è stata fornita da De Toni che ha accolto critiche e consensi evidenziando come necessario un confronto più costante con le associazioni.
Fin qui il resoconto. Ora introdurrei alcune considerazioni personali scaturite subito dopo la mia partecipazione all’incontro. In questi ultimi mesi è emerso come all’interno della nostra associazione, pur nell’unitarietà degli intenti, diverse sono le posizioni riguardo il dialogo con il MIUR ed un eventuale nostro coinvolgimento più o meno diretto nei processi di riforma in atto. Personalmente sono dell’avviso che queste forme di collaborazione non debbano essere evitate del tutto. Fra i molti motivi (alcuni già indicati in comunicazioni precedenti) ne indico uno sicuramente non nobile, ma molto concreto: esprimere un parere, prendere posizione, evidenziare difformità, incongruenze… fa crescere la nostra visibilità. In più credo che sulla base degli studi, delle ricerche e di tutte le nostre esperienze di formazione possiamo offrire stimoli, riflessioni, contributi se non utili ad orientare il dibattito ad evidenziare che non tutti esprimono consensi formali e poco critici e a sostenere la riflessione di quei docenti che guardano nella nostra stessa direzione. Certo i tempi stretti assegnati non permettono la stesura di un documento corale come già accaduto lo scorso aprile, tuttavia ritengo che un tentativo in questa direzione debba essere fatto.
Maria Antonietta Marchese
(Palermo, 14 giugno 2010)