Notizie
e commenti, a cura di Adriano
Colombo
Sulla bozza delle Indicazioni Nazionali per i Licei (12 marzo 2010)
Sull'educazione linguistica
di Adriano colombo
Mi riferisco qui all’aspetto del programma di Lingua e letteratura italiana relativo all’educazione linguistica (forse non a caso il termine è stato accuratamente evitato, mentre di quarant’anni di discussioni, ricerche, elaborazioni in materia affiorano solo alcuni frantumi sparsi e depotenziati).
Osservazioni sul paragrafo Lingua del “Profilo generale e competenze”: (1) dalle “strutture” della lingua italiana e dagli oggetti di riflessione metalinguistica è completamente assente la dimensione testuale (coesione, strutture di coerenza), che proprio nella scuola secondaria di secondo grado potrebbe trovare uno sviluppo adeguato, sia come strumento per la comprensione e produzione di testi, sia come oggetto di riflessione; (2) una concezione rudimentale di tali “strutture” si manifesta nell’elencazione: «da quelle elementari (ortografia, interpunzione e morfologia) a quelle più avanzate (sintassi complessa, lessico astratto, letterario e specialistico)»: considerare l’ortografia una “struttura”, considerare la punteggiatura una “struttura elementare” accanto all’ortografia, quasi fosse un fenomeno a livello di singole parole e non avesse impatto su tutta la struttura testuale, sono manifestazioni di incompetenza che possono solo rafforzare i limiti di cui l’insegnamento in materia ha spesso sofferto finora; (3) un’eco del dibattito sull’educazione linguistica affiora quando si dice che l’allievo «Nella produzione personale dovrà saper variare l'uso della lingua a seconda dei diversi contesti e scopi comunicativi, compiendo anche le adeguate scelte retoriche e pragmatiche»; purtroppo il periodo continua «e ampliando contestualmente il proprio lessico», mescolando maldestramente un obiettivo di crescita nel tempo all’indicazione di una competenza raggiunta (“dovrà sapere”); resta inoltre da capire che significa ampliare il lessico contestualmente, quasi che esistesse un uso del lessico non contestuale; (4) è apprezzabile l’indicazione di un orientamento della riflessione sulla storia linguistica, storia della lingua e conoscenza di alcune essenziali dimensioni di variabilità linguistica.
Osservazioni sul paragrafo Lingua in “Obiettivi specifici di apprendimento”. L’educazione linguistica (per quanto non nominata) è presentata con una certa ampiezza e una certa precisione di termini che non sempre si è riscontrata nei programmi per la scuola secondaria di secondo grado. Sono apprezzabili le pur sintetiche indicazioni sugli obiettivi relativi alla produzione orale, sulle esercitazioni scritte, sulla “competenza testuale” (che compare qui improvvisamente). Crea un certo disagio, per quanto riguarda la produzione scritta, che le indicazioni degli “obiettivi specifici” siano generiche, mentre siano più definite quelle che compaiono nel “profilo generale”: «lo studente dovrà essere in grado di riassumere un testo dato, cogliendone i tratti informativi salienti; di rielaborare in forma personale le conoscenze acquisite; di organizzare e motivare un ragionamento, per sostenere una tesi o per ricostruire, a grandi tratti, un fenomeno storico o culturale». È molto apprezzabile l’inserimento del riassunto tra le prove di scrittura di livello alto, come pure il riferimento all’argomentazione (implicita in “organizzare e motivare un ragionamento, per sostenere una tesi”); ma il fatto che questa indicazione sia abbinata a quella di «ricostruire, a grandi tratti, un fenomeno storico o culturale» fa ricadere tutta l’indicazione nell’orizzonte del “tema”, che tanto danno ha prodotto e produce all’educazione alla scrittura, con specifico riferimento al tema storico-letterario, tipico terreno dell’imparaticcio manualistico. Molto significative le indicazioni sull’«apporto di altre discipline con i loro specifici linguaggi» (“primo biennio”), ribadite per il triennio: «L’affinamento delle competenze di comprensione e produzione di testi sempre più complessi dovrà essere perseguito in collaborazione con le altre discipline»; appare però incomprensibile che tale espressione sia subito seguita da una che la contraddice apertamente: «Al centro dell’attenzione saranno i testi letterari...».
(aprile 2010)