Esperienze
e strumenti, a cura di
Simonetta Rossi
Laboratorio: Capire le parole delle discipline. Il lessico scientifico nei manuali
Gruppo di lavoro coordinato da M. Luisa Zambelli
Capire le parole delle discipline. Il lessico scientifico nei manuali, di M. Luisa Zambelli
Il linguaggio scientifico è caratterizzato da sintassi, lessico e funzioni specifici ed ha nel lessico sicuramente l’aspetto più vistoso. Nel lessico scientifico si trovano
parole specifiche non usate nella lingua comune: elettrodo, molecola, retina, clone, stoma, calibro…
parole di nuova formazione, ottenute spesso con l’aggiunta di prefissoidi e suffissoidi: biomassa, convertitore, altimetro, oscilloscopio, neutrone…
definizioni eponime: morbo di Parkinson, principio di Archimede, newton, pascal…
sigle: DNA, BIT…
parole della lingua comune, adattate attraverso processi di restrizione, slittamento, precisazione del significato: forza, energia, massa, insieme, tessuto…
Il lessico scientifico ha nell’univocità semantica (a differenza della parola, il termine ha un solo significato), nell’alto tasso di referenzialità (il termine concentra una elevata quantità di informazioni) e nell’indipendenza (relativa) dal cotesto e dal contesto i suoi tratti peculiari.
Quali informazioni hanno i ragazzi in merito al lessico scientifico?
Alcune prove, proposte a una classe di seconda media, a una di terza media e a una prima liceo scientifico, permettono di fare alcune riflessioni sulla competenza degli alunni in tema di parole delle discipline scientifiche nei manuali.
Le prove sono basate su tre brevi testi di scienze diverse, geometria, storia e biologia, tratti i primi due da manuali scolastici, l’ultimo da una rivista di carattere divulgativo.
Gli esercizi proposti si riferiscono a:
- riconoscimento dei termini scientifici in tutti e tre i testi
- sostituzione degli stessi nel testo di geometria
- loro spiegazione nel testo di storia
- individuazione degli elementi che li compongono nel testo di biologia.
Prove proposte agli alunni
Testo A (geometria)
Ogni angolo situato all’interno di una circonferenza ed avente come vertice il centro della circonferenza stessa si dice angolo al centro.
Un arco di circonferenza è l’insieme dei punti comuni ad una circonferenza e ad un suo angolo al centro. I due punti nei quali i lati dell’angolo al centro intersecano la circonferenza sono gli estremi dell’arco. Un angolo al centro e l’arco da esso compreso si dicono fra loro corrispondenti.
Consegne
- Sottolinea le parole tipiche del lessico della geometria
- Sai trovare per ciascuna delle prime otto un sinonimo? (sinonimo= parola di significato simile; es.: passaggio/ transito)
Testo B (storia)
La causa della frammentazione politica che caratterizzò i secoli centrali del Medio Evo fu lo sviluppo signorile, cioè l’assunzione da parte dei signori – i proprietari terrieri - di poteri (militari, fiscali, giurisdizionali) prima esercitati dall’autorità pubblica. I signori costituirono degli organismi politici autonomi che chiamiamo signorie locali. Due furono i fattori decisivi per la formazione delle signorie locali: la concessione delle immunità e l’incastellamento, il diritto cioè di costruire castelli e di governare il territorio che li circondava.
Consegne
- Sottolinea le parole tipiche del lessico della storia
- Prova a spiegarle con parole tue
Testo C (biologia)
Sarà fra poco iniziata la sperimentazione dell’ATryn, il primo farmaco transgenico europeo. Il suo principio attivo è l’alfa-antitrombina, una proteina plasmatica con potere anticoagulante e antinfiammatorio; questa proteina viene estratta dal latte di capre il cui DNA è stato modificato per permettere la produzione, direttamente nel latte, della proteina, garantendo rese decisamente migliori. Il nuovo farmaco è destinato alla prevenzione e alla cura della trombosi venosa profonda e della tromboembolia in pazienti con scarsità congenita di antitrombina, e dunque a rischio di formazione di trombi in caso di interventi chirurgici.
Consegne
- Sottolinea le parole tipiche del lessico della biologia
- Spiega come sono formate le prime sei (formazione: di quali elementi-base sono costituite le parole; es.: neonato = neo + nato)
Risultati delle prove
Riconoscimento di termini
|
|
seconda media % |
terza media % |
prima liceo % |
|
Geometria |
72,8 |
70,0 |
92,1 |
|
Storia |
59,8 |
57,1 |
70,5 |
|
Biologia |
63,3 |
59,0 |
88,5 |
I buoni risultati ottenuti nel riconoscimento dei termini geometrici (e di quelli relativi alla biologia per il solo liceo) sono da attribuire allo specifico della disciplina, dove gli “oggetti” – e i termini che li designano - sono definiti, precisi e quindi ben riconoscibili; all’opposto, il risultato insoddisfacente nel riconoscimento dei termini del testo di storia deriva dal fatto che il fenomeno storico è di contorni molto meno netti e la terminologia storica nel suo complesso appare meno specifica.
Sinonimie (testo di geometria)
Il lessico scientifico non conosce sinonimia: la richiesta è stata fatta per poter osservare quale consapevolezza avessero gli alunni di questa peculiarità del lessico scientifico, oppure quali strategie avrebbero utilizzato per portare a termine l’esercizio. Un solo alunno -di seconda media- sembra avere cognizione, sia pure in modo implicito, dell’impossibilità di trovare sinonimi a parole come circonferenza, angolo ecc.: come risposta disegna infatti i vari “oggetti” geometrici nominati nel testo.
Ecco invece le risposte complessive delle tre classi:
seconda media: vengono date - con numerosi errori - soprattutto le definizioni: 41,4%;
terza media: vengono date le definizioni (di buon livello): 51,8%, ma vengono usate anche alcune perifrasi (lato: semiretta che delimita, cioè fa da contorno a una figura);
prima liceo: vengono date le definizioni (61%); sono usate però anche delle perifrasi; individuate alcune sinonimie costituite da parole standard (punto: segno, pallino; vertice: cima, origine; corrispondenti: simili).
Spiegazioni (testo di storia)
La capacità di spiegare il significato di un termine è molto bassa in tutte e tre le classi: 13,6% in seconda media; 23,2% in terza e 21% in prima liceo. Fornire una spiegazione è una competenza complessa e non stupiscono le difficoltà dei ragazzi; stupisce invece che non siano state riconosciute – e utilizzate - le spiegazioni che il testo stesso dà per quattro termini (sviluppo signorile, signori, signorie locali, incastellamento), conseguenza probabilmente del perdurare nei ragazzi di strategie di lettura estensiva, inadatte per i compiti di apprendimento.
Risposte:
seconda media: (13,6%) le spiegazioni vengono colte molto poco, salvo per incastellamento; sono spesso imprecise quando non fuori luogo (territorio: pezzo di terreno, sviluppo signorile: si sono sviluppati i signori; immunità: non puoi toccarmi);
terza media: (23,2%) le spiegazioni contenute nel testo vengono colte solo in minima parte: sviluppo signorile 3 R; signori: 2 R; signorie locali: 4 R; incastellamento: 2 R; ad immunità è talvolta attribuito il significato medico (serve per proteggere il corpo); imprecisioni nella formulazione linguistica;
prima liceo: (21%) le spiegazioni del testo relative ai 4 termini sono poco rilevate (R buone: sviluppo signorile 4, di cui solo una riprende le parole del testo; signori: 4, di cui una riprende le parole del testo; signorie locali: 2, nessuna riprende le parole del testo; incastellamento: 14, tutte le risposte riprendono le parole del testo).
Formazione (testo di biologia)
Complessivamente il riconoscimento degli elementi che formano i termini è basso:
seconda media: (27%)
terza media: (32,9%)
prima liceo: (25,3%)
In ciascuno dei tre livelli – più frequentemente nella scuola media - si trovano poi indicazioni fantasiose: antico-agulante, pro+teina, plas+matica, d+n+a, trombosi+venosa+profonda…
Il valore del participio presente in anticoagulante e del suffisso -torio in antinfiammatorio dai ragazzi più giovani non viene colto; al liceo talvolta sì.
Sintesi delle attività laboratoriali
Osservatore/portavoce: Cristina Canton
Partecipanti: docenti di scuola secondaria di primo grado, di secondo grado, studenti-insegnanti SSIS.
Nel corso del laboratorio di discussione emergono le seguenti riflessioni e proposte:
Lessico
1. È necessario lavorare sul lessico e soprattutto su quello che è presente contemporaneamente nella lingua standard e nella lingua delle Scienze, ma con un significato diverso. (Ce ne dà conferma una collega che riporta un esempio interessante: per una sua alunna cinese risultava incomprensibile il significato del termine “influenza” usato in un testo di storia. Per lei questa parola aveva solo il significato della lingua standard, cioè di “malattia…”).
2. Si deve poi affrontare il problema non concentrandosi sulla singola parola, ma progettando un lavoro complessivo con un percorso ampio sul lessico (formazione delle parole, varietà: sottocodici e registri), e sulla semantica (denotazione/connotazione,campi semantici, polisemia, iponimia/iperonimia, sinonimia, antonimia, …).
3. Vanno consolidate e affinate le strategie di lettura facendo passare i ragazzi da una lettura di tipo estensivo (che produce una comprensione globale) ad una lettura intensiva (che produce una comprensione analitica). Una lettura intensiva permette il recupero di tutte le informazioni del testo, facilita la costruzione di ipotesi sul significato della parola eventualmente non compresa , permette di cogliere la spiegazione del termine là dove è stata eventualmente data. Sul lungo periodo sostiene l’acquisizione e il consolidamento di un registro formale, e dunque anche di un lessico adatto alla situazione comunicativa, scientifico se è il caso.
4. L’insegnante di italiano può precisare all’interno del Consiglio di Classe l’eventuale lavoro intrapreso sul lessico e “suggerire” strategie utili alle altre discipline, oppure - se è possibile - coinvolgere nel lavoro stesso altri insegnanti del Consiglio di Classe.
Oltre il lessico
Il Consiglio di Classe dovrebbe essere il luogo deputato a programmare obiettivi trasversali, quelli linguistici in primis, ma - come diceva nel suo intervento Luisa Altichieri - non è in uso la collaborazione fra insegnanti in ordine all’educazione linguistica, la più trasversale delle competenze. Alcune cose potrebbero essere però possibili.
1. Discutere all’interno del Consiglio di Classe il problema della comprensione del manuale, problema fondamentale perché la capacità di uso autonomo dei libri consente l’autonomia dell’apprendimento, obiettivo finale di tutto il percorso di scolarizzazione. (Gli autori di manuali si sono posti il problema della semplificazione dei testi, ma il risultato degli interventi è consistito in un appiattimento, che non facilita la comprensione).
2. Programmare all’interno del Consiglio di Classe strategie comuni circa l’uso del manuale delle discipline ; l’insegnante di lettere potrebbe avere la funzione di “tecnico” che dà informazioni circa l’effettiva competenza di lettura e comprensione dei ragazzi, e suggerisce accorgimenti metodologici, per esempio su ciò che è bene evitare (ad es. interrompere la lettura ad alta voce in classe dopo poche righe lette per fornire una spiegazione , interrompendo in tal modo anche la comprensione che gli alunni stanno costruendo).
3. La spiegazione del docente resta fondamentale: l’alunno non può essere lasciato solo ad affrontare il manuale. Il docente svolge una funzione di mediazione : deve perciò riflettere sul tipo di relazione che intende stabilire tra la propria spiegazione e quella del manuale; deve poi porsi il problema di come spiega e di come il suo linguaggio si fa veicolo di un linguaggio specifico e formale.
4. Individuare, da parte dei docenti, la relazione che si intende porre tra la propria spiegazione e il manuale con il suo contenuto: seguire da vicino il manuale // fornire spiegazioni e approfondimenti ulteriori // proporre altro materiale e lasciare ai ragazzi il compito di lettura e comprensione del manuale. A questo proposito va ricordato che, soprattutto nella scuola media, l’utilizzo di materiale diverso e le spiegazioni che si discostano dal contenuto del materiale possono creare confusione nei ragazzi, ancora troppo giovani per giungere a delle sintesi personali in cui confluiscano i diversi aspetti.